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clan-destini 2003


Qual è il destino del clan? E quanto i destini inglobati nella società omologata possono discostarsi l'uno dall'altro? Le variazioni sono minime. Cambiano i colori, restano immutati i lineamenti. L'archetipo chiude la serie anziché aprirla. Il modello non sta al principio bensì alla fine, come se la purezza non potesse essere raggiunta nella matrice ma solo nella visione catartica della sottrazione. Il paradigma della serialità si svela nel suo finale. Ognuno ha l'illusione di serbare una propria individualità nel confrontarsi tra diversità apparenti. Le sfumature sono differenti e lasciano credere a segnali distintivi ingannevoli. Il destino invece è gravemente comune, intercambiabile ma fisso. Perfino la collera che digrigna i denti è condivisa da tutti. Tranne nell'epilogo, quando ogni colore scompare, quando ciò che ci rende uguali viene distillato in poche linee chiare, allora anche la collera se ne va. La smorfia rabbiosa eppure inerte può finalmente sciogliersi nello stesso vuoto degli occhi. Nessun bisogno più di emergere, di essere unici.